Chi sono

Il mio Viaggio

“Non una ricerca tranquilla, una ricerca che bruciava dentro.”

Claudio Chesi seduto alla scrivania con un libro aperto

Dopo anni di difficoltà in ogni settore della mia vita, qualcosa che mi diceva che c’era di più, che la vita non poteva essere solo svegliarsi, lavorare, dormire e ricominciare.

Ogni volta che trovavo una pratica, una disciplina, un maestro, mi ci buttavo con tutto me stesso. E ogni volta, dopo un po’, qualcosa non andava.

Mancava un tassello, o almeno così mi sembrava. Mi abbattevo. Lasciavo perdere e ricominciavo da capo, con una pratica nuova, una promessa nuova, una speranza nuova.

Per anni è andata così. Un passo avanti e due indietro. Un entusiasmo e una delusione.

E intanto il tempo passava, e quella vocina dentro che diceva “tanto ormai, cosa vuoi fare” si faceva sempre più forte.

Poi, quasi dieci anni fa, qualcosa è cambiato. Non è stato un fulmine a ciel sereno. È stata una decisione.

Una di quelle decisioni silenziose, che prendi una sera, da solo, quando sei stanco di rincorrere.

Ho deciso che la numerologia non l’avrei più assaggiata ma l’avrei studiata veramente.

Mi sono iscritto all’Accademia di Numerologia Sacra del Dottor Giampiero Abbate, e lì, per la prima volta, non ho mollato.

Ho studiato, ho praticato, ho sbagliato, ho riprovato e sono riuscito ad arrivare in fondo.

Ho iniziato a fare numerologia su me stesso, perché non puoi pretendere di guidare nessuno in un territorio che non hai attraversato tu per primo. E poi, piano piano, ho cominciato a lavorare con le persone vicine. Amici, conoscenti. I feedback erano positivi, per alcuni diventai e lo sono ancora, un punto di riferimento per decisioni importanti o per sapere come sarebbe andato l’anno in questione.

Dopo qualche anno ho incontrato anche la Metafisica di Conny Mendez.

E lì si è aperto un altro mondo. Ho creato, con un’amica naturopata, un gruppo di studio, e quel gruppo esiste ancora oggi, dopo tutto questo tempo. È stato lì, in quella costanza, in quegli incontri regolari, in quelle parole ripetute e approfondite, che ho capito una cosa:

non era la pratica perfetta che mi era sempre mancata. Era la disciplina di restare.

Di non fuggire quando le cose si facevano difficili o noiose. Di scavare ancora un po’, anche quando sembrava che non ci fosse più niente da trovare.

E scavando, sono nate le mie idee. Non copiando, non ripetendo. Creando.

Ho preso la Numerologia Pitagorica, quel sistema che si sposa perfettamente con il nostro calendario gregoriano, con i giorni, i mesi, i nomi che usiamo ogni giorno, e l’ho guardata con occhi nuovi. Poi ho incontrato la Matrice del Destino, e mi ha colpito subito. Era efficace, era innovativa, aveva una profondità che non avevo mai visto altrove.

Ti permetteva di guardare non solo chi sei tu, ma da dove vieni, quali fili ti legano alla tua famiglia, alla tua genealogia, a storie che sembravano non c’entrare niente con te e invece erano proprio lì, a tirare i fili della tua vita.

La Numerologia Alchemica è nata da tutto questo, dieci anni di studio, di pratica, di cadute e di intuizioni.

Non è solo numerologia. Non è solo metafisica. È il mio modo di prendere tutto quello che ho imparato e metterlo al servizio di una sola cosa: aiutarti a fare quel primo passo che io stesso ho faticato tanto a fare.

Lo so cosa si prova. Lo so perché ci sono stato. Lo so perché mi sono detto mille volte “tanto ormai…”. Lo so perché ho visto persone della mia età, e anche più grandi, abbassare lo sguardo e dire “è troppo tardi per me”. E ogni volta che lo sento, dentro di me si accende qualcosa. Perché non è vero. Non è mai troppo tardi. Tanto che il mio motto è diventato “Ho ancora molto da dire e da fare”.

L’Alchimia non guarda la carta d’identità. Guarda se sei disposto a trasformare il piombo delle tue paure nell’oro della tua vita.

E per farlo basta un passo. Uno solo. Piccolo. Ma fatto.

Il mio lavoro non impone niente. Guardiamo insieme il quadro numerologico, e poi chiedo: “Dove vuoi portare la Luce?”. Nelle relazioni? Nel lavoro, nell’economia? Nel corpo, nella salute? È la persona che sceglie. Io sono lì per mostrare la mappa, non per decidere la strada.

E una cosa la dico sempre, chiaramente, perché ci tengo: il mio è un lavoro sull’anima, sullo spirito, sull’energia.

Non sono un medico. Non faccio diagnosi. Non mi permetterei mai di dire a qualcuno di smettere di prendere le sue medicine.

La guarigione spirituale è un dono immenso, ma cammina accanto alla scienza, non contro di essa.

Se sei qui, se stai leggendo queste parole, probabilmente quel fuoco dentro di te non si è ancora spento. Forse è una brace piccola, coperta dalla cenere degli anni, delle delusioni, dei “tanto ormai…”. Ma c’è. E io sono qui per dirti che non devi fare tutto in un giorno. Non devi rivoluzionare la tua vita entro domani.
Ti basta un piccolo passo. E intanto, mentre lo fai, ti godi il percorso.